sabato 28 marzo 2009

Generazione XYZ


Giuditta e Oloferne
Michelangelo Merisi da Caravaggio, 1599
olio su tela, 145 × 195 cm
Roma,
Galleria nazionale di arte antica

Alle volte mi ritrovo con la testa fra le mani e penso, penso e rifletto: in Italia c’è un conflitto una guerra che fa più di mille morti all’anno tra lavoro e malasanità, e dimmi tu se questa qua non è pulizia etnica cos’è? Come si chiama? Quando uno che c’ha i soldi può avere tutto e uno che ne ha di meno non ha diritto nemmeno a un letto in un ospedale quando sta male e se vuol farsi curare deve pagare solo che coi soldi che gli danno quelli del lavoro interinale c’è l’affitto da pagare, il bambino da mantenere e cosa cazzo vuoi pagare un dottore quando non sai nemmeno se tra due mesi c’ avrai ancora un fottuto lavoro perché il lavoro interinale non è altro che una prestazione occasionale di lavoro manuale non qualificato, esattamente il caso in cui il rischio d’incidente sul lavoro è quintuplicato e tutto questo non è capitato ma è stato pensato, progettato e realizzato dal padronato in combutta con l’apparato decisionale dello stato per il quale la vita di un proletario non vale non dico niente ma sicuramente non vale il costo di un’assunzione regolare con tanto di corso di formazione professionale; è evidente il disegno criminale o no? o sono io che sono pazzo?

9...Povera vita mia...9


Un bel morir tutta la vita onora. (Petrarca)


ScintillA
colonna sonora: 99 posse - povera vita mia

sabato 7 marzo 2009

Smash the ring!

Giorgio de Chirico - Ritratto di Apollinaire 1914



Finalmente si respira!

Un'apnea interminabile di scadenze e obblighi morali è giunta al temporaneo termine. Qualche mese di spensieratezza e poi ancora corsa ad ostacoli nel dissestato circuito dei doveri. Ma è meglio non pensarci per ora, dai.

Mi godo un senso di benigna soddisfazione, proprio nel momento in cui la natura svogliatamente si sveglia dal torpore dei mesi freddi. La libertà è figlia del caldo, la bellezza figlia del Sole.

Nulla è fatto, il poco di sicuro non basta, ma ora raccolgo le energie per il prossimo round.
Ok no Ko!
ScintillA


Float like a butterfly, sting like a bee. (Muhammad Alì)
colonna sonora: Natiruts - Raçaman

mercoledì 11 febbraio 2009

Uptempo life/ Quella divina arcata sopracciliare



Pie And Iced Tea w/c 15 x 21-3/4 1987, Ralph Goings.
(è un quadro)

Sotto una perenne intensificazione della vita nervosa cerco un instabile equilibrio neuronale. Le sinapsi assolvono con fatica il compito del collegamento, subiscono il traffico forsennato come fosse l'esodo estivo sulla A3. Devo trovare una forma dolce di autocontrollo, un modo non invasivo per placare il pendolo della timia.
Un fedele disco che suona, luppolo fermentato e luci spente. Rehab!
... «La felicità – diceva
È destrezza di mente e mani.
Tutte le anime maldestre
Sono note per la loro infelicità.
Non importa,
Se molti tormenti
Sono frutto di gesti
Tortuosi e menzogneri.

Nelle tempeste, nei temporali,
Nella gelida vita,
Nelle perdite gravi
E quando sei triste,
Apparire sorridente e semplice –
È l’arte più sublime del mondo»...

L'uomo nero di Sergej A. Esenin

Colonna sonora:
The Killers - Mr Brightside



martedì 30 dicembre 2008

Spero che ritorni presto l'era del Cinghiale bianco


Eve Arnold - Marilyn - 1960

"Tutti gli imbecilli borghesi che pronunciano, continuamente le parole "immoralità, immoralità, moralità dell'arte", mi fanno venire in mente Louise Villedieu, prostituta da cinque franchi, che accompagnandomi una volta al Louvre (...) domandava, dinanzi a quelle statue e a quei quadri immortali, come si potevano esporre pubblicamente simili indecenze".
Charles Baudelaire "Il mio cuore messo a nudo", 1864

Guardano la Nike di Samotracia e si stupiscono credendo che le manchi qualcosa. 
Non si sforzano nel completare. Non colmano i vuoti neanche a pagarli.
Manca qualcosa a loro non a lei.
Aggiungi, scomponi, giustapponi!

ScintillA

Colonna sonora:
CCCP Fedeli alla linea - A Ja Ljublju SSSR

Voglio odorare
il sapore celeste del ferro
voglio vedere
il profumo sanguigno del fuoco
esiste lo so
non tutti possono
tendendo le braccia
afferrare la sorte
schiaffeggiarle la faccia
renderla solida ed obbediente
renderla tenera, incandescente...




lunedì 29 dicembre 2008

Buoni propositi per un futuro leggero andante

Renato Guttuso Van Gogh porta il suo orecchio tagliato al bordello di Arles, 1978


Un altro anno se ne va e si porta con sé tutte le esperienze ruminate nel susseguirsi delle ultime quattro stagioni. Soddisfazioni insieme a rimpianti, volti nuovi, sorrisi, scatti d'ira, incontri e promesse, più o meno, mantenute come tanti pezzi di stoffa riuniti dall'ago del calendario. 
Ora questo curioso plaid va riposto con cura. Non serve più, ha scaldato a sufficienza.
L'idea di tempo è terribilmente magica. Da una parte gli astri che danzano ritmicamente nel firmamento alternando giorno e notte, dall'altra il modificarsi straordinario della terra. 
Stagioni che si susseguono con lo stesso schema senza cadere sotto il peso della noia e che hanno scandito da sempre il vivere degli uomini. C'è un tempo e una stagione per ogni cosa. 
Poi c'è questo eroico anelito dell'uomo di controllare questi mutamenti, queste prove del movimento, è lì che nasce l'idea propria di tempo. Bisogna quantificare, dare un numero al grado d'intensità della luce. Servono numeri per organizzare la vita. Orologi per avere un dovere al quale essere ossequiosi.
I momenti, così, si possono incorniciare, fissarli con raziocinio.
La fine di un anno è utilissima per due ragioni: 1) tirare le somme sulla parentesi temporale appena trascorsa, a volte, correndo il rischio di cadere nell'idea piccoloborghese di "bilancio" 2) progettare scientemente il futuro prossimo piegandolo, possibilmente, a nuove scadenze.
Ecco, il tempo è legato per forza alla scadenza. 
La vita ha le sue esperienze con il codice di validità, possibilità rinchiuse al tetra-pak solo che la data di scadenza è quasi sempre illeggibile. I fatti scrivono con un inchiostro anemico e bisogna affidarsi come sempre al proprio fiuto per sapere se l'occasione lì davanti è stantia o meno. Bisogna essere un sommelier dei momenti, un naso del tempo.
L'idea antropomorfa di tempo dice il quando, ovviamente non il come.
Quanto sarebbe utile una clessidra con l'etichetta che fare?
Purtroppo, o forse per fortuna, questo non esiste. Serve solo intuito.
Indicazioni per il 2009:
Porsi obiettivi, allenare l'olfatto e ripromettersi di essere più buoni, come sempre...

ScintillA

Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto.

[Italo Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore, Einaudi]




giovedì 11 dicembre 2008

See you in Walhalla!

Joseph Mallord William Turner - The Fighting Temeraire


Ma al proprio destino nessuno gli sfugge, cercavi giustizia ma trovasti la Legge...

Il bandito e il campione - Francesco De Gregori



Se ne vanno i migliori e lasciano una profonda amarezza in chi non avrà più occasione di riscaldarsi al sacro fuoco del Sapere. Si portano con loro altre mille storie, esempi di vita, aforismi da ricordare. Quando qualcuno di veramente grande se ne va tutti perdono qualcosa, è un pignoramento culturale al quale non si può reagire con freddezza. Resta il ricordo, l'insegnamento, il tentativo di emulazione ma si perdono opportunità irripetibili.

Millenni per tentare di elaborare il distacco. Quanto vano sforzo!

L'orologio della storia si muove così, sono le leggi ineluttabili della vita, il pizzicotto sulla guancia del sognatore che la realtà dà, ma quanta difficoltà! I capitani coraggiosi che avrebbero potuto portare in mari calmi la moltitudine vanno via senza avvisare, non lasciano eredi designati per via dell'unicità del loro vivere.

Non resta che l'opera, il ricordo è scritto, la lettera si fa pensiero.

Sali sulle spalle dei giganti e il mondo sembrerà molto più grande. Solo con la certezza dell'insegnamento dei sommi si potrà finalmente arrivare ad Asgard, scortati dalle Valchirie e con i capelli accarezzati dal vento del Mito.



See you in Walhalla... Massimo!



colonna sonora

Il bandito e il campione - Francesco De Gregori




sabato 29 novembre 2008

La via francigena



The False Mirror
René Magritte 1928


Parlando di Talete di Mileto:

"egli osservava gli astri e, avendo lo sguardo rivolto al cielo, cadde in un pozzo. Si dice che una spiritosa e intelligente servetta trace l'abbia preso in giro dicendogli che si preoccupava di conoscere quel che succede nel cielo senza preoccuparsi di quel che gli avveniva davanti e sotto i piedi. La stessa ironia è riservata a chi passa il tempo a filosofare".

Platone nel Teeteto (369 a.c.)

There is a land far, far away where there's no night, there's only day. Look into the book of life and you will see... cantano gli Abyssinians.
Non è un luogo fisico è uno status mentale. Un connubio sfavillante tra convinzione e risultato dove l'esaltazione è regola e il futuro già passato. L'unica via per arrivarci è la consapevolezza, una strada sterrata e irrequieta da mordere con passo svelto e deciso.
Non s'improvvisa, bisogna allenarsi. Ci vuole il fisico.
Ai lati della via cumuli di bugie rassicuranti e scheletri di teorie miserrime, lì davanti il maestoso Torrione dell'autoscienza sferzato dal vento.
All'entrata ti attenderà quella zelante fanciulla che decine di secoli addietro salvò il più grande dei sette savi, Talete di Mileto e arrivò lì dove la filosofia non arriva... lì dove è sempre giorno!


Colonna sonora:
Junior Delgado - sons of slaves